
Non ripariamo quello che si rompe. Ricostruiamo quello che il tempo consuma.
Ogni TheScratchedVITA viene smontata, ricostruita attorno alla sua scheda madre Sony originale quando integra e preparata secondo lo stesso processo.
Funzionare è solo il requisito minimo.
Una PS Vita può funzionare perfettamente quando arriva e nascondere comunque anni di utilizzo nelle parti che più subiscono il tempo.
Per questo non aspettiamo che quelle parti falliscano. Le sostituiamo prima.
Il nostro metodo parte da ciò che non vogliamo lasciare al caso.
Prima di ricostruire, la smontiamo completamente.
Apriamo la console e la separiamo nei suoi moduli: scocca, schermo, schede, tasti, batteria. Da fuori non si capisce quanto una PS Vita ha vissuto, quindi non proviamo a indovinarlo. Le parti soggette a usura escono tutte, comprese quelle che quel giorno funzionano ancora.


Il cuore resta Sony.
Conserviamo la scheda madre Sony originale quando integra: è il nucleo della console, ed è l’unica parte che non avrebbe senso rifare. Prima di rimetterla al centro la misuriamo con gli strumenti di banco, ispezioniamo a vista i pin di ogni connettore, e alla fine la proviamo di nuovo a console completa, con tutti i componenti nuovi montati. Se non supera queste prove, non torna in una TheScratchedVITA.
Quello che il tempo consuma, noi lo rifacciamo.
Su ogni unità sostituiamo sempre questi sette componenti, anche quando funzionano.

01Schermo
02Touchscreen
03Touchpad posteriore
04Scocca completa
05Tutti i tasti
06Joystick
07Batteria
La sostituzione di questi componenti è la base costante del processo, non una selezione legata al singolo difetto.
Sette sono la base, non il limite.
I sette che trovi sopra sono quelli che l’uso ti mette davanti. Dentro non ci fermiamo: su ogni unità sostituiamo sempre anche
- Scheda laterale destra
- Scheda laterale sinistra
- Modulo joystick destro
- Modulo joystick sinistro
- Gruppo tasto L
- Gruppo tasto R
- Flat del tasto di accensione
- Batteria
La batteria compare in entrambi gli elenchi: sta dentro come le altre, ma è l’unica di cui ti accorgi senza aprire niente.
Dei joystick non cambiamo il cappuccio: cambiamo il modulo intero. Quello che si consuma sta sotto.
Non decidiamo caso per caso davanti al singolo difetto. Fa parte del processo, su ogni console.
Quello che rimane, rimane perché ha superato una prova: i flat interni se sono integri, le fotocamere se funzionano come devono. Restano anche le staffe metalliche di fissaggio, che non si consumano.
Poi ricostruiamo tutto attorno a quel cuore.
Il rimontaggio segue la sequenza di fabbrica. Gli adesivi che fermano il flat dell’accensione e i gruppi dei tasti L e R vanno dove Sony li aveva previsti, e sono quelli giusti per quel punto. Non ci sono sigillature da forzare: la console si apre come si apriva prima, perché un giorno potrebbe doverla aprire di nuovo qualcuno che la ripara.



Unità diverse. Stesso processo.
Ogni console di partenza ha una storia diversa. Il nostro lavoro è togliere dal risultato finale quanta più variabilità possibile.
Per questo il processo non cambia da una unità all’altra.
Tu scegli a cosa giocare. Il setup lo facciamo noi.
Esce dal banco con il setup Ready to Play già completo: firmware personalizzato TheScratchedVITA e strumenti installati. La scheda da 128 GB viaggia vuota: quello che ci metti lo scegli tu. A te resta da collegarla al Wi-Fi.

Prima di uscire dal banco, deve funzionare come una TheScratchedVITA.
Proviamo uno per uno tutti i tasti, entrambe le levette analogiche, il touchscreen e il touchpad posteriore. Non a campione: su ogni console, ogni volta.
Basta una prova che non dà il risultato atteso, un tocco che compare da solo, una levetta che deriva, un tasto che risponde a metà, e l’unità torna sul banco invece di proseguire verso la consegna.

Il risultato non deve sembrare riparato. Deve sembrare risolto.
Una PS Vita ricostruita attorno al suo cuore Sony, con le parti che il tempo consuma già sostituite e il setup già preparato.
Rebuilt from scratch. Same heart. Ready to play.